2    Il mercato del lavoro IN ITALIA: una necessaria prospettiva di genere

 

Come si rileva dalla Tab. 2.1, in Italia nel periodo 1993-2001 il mercato del lavoro ha registrato un andamento ondivago: nel periodo 1993-1995 si è avuta una riduzione dell'occupazione pari a 458.000 unità mentre, a partire dal 1996, si è registrata una ripresa del numero degli occupati che ha portato questo valore, nel 2001, ad essere pari a 21,514 mln (+ 1.030.000 rispetto all'inizio del periodo).

Sempre nel 2001 il numero di disoccupati era pari a 2.267.000 unità: il valore più basso dell'intero periodo 1993-2001, nonostante la continua crescita delle forze di lavoro. Giova notare come la crescita delle forze di lavoro, nel periodo, sia stata quasi integralmente causata dall'incremento femminile (+987.000 femmine rispetto a +998.000 sul totale).

 

Il consolidamento della base occupazionale nel nostro paese è stato dovuto, dunque, principalmente alla componente femminile della popolazione. La dinamicità occupazionale di questa componente si deduce anche dall'analisi del tasso di occupazione: Tab. 2.1 e Tab. 2.2. Infatti, nel periodo di crisi del mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione femminile ha dimostrato una capacità di ripresa anticipata rispetto a quello maschile ed una maggior elasticità.

Le cause della performance della componente femminile sul mercato del lavoro possono essere fatte risalire essenzialmente a due fattori.

 

Nonostante il massiccio aumento della presenza femminile sul mercato del lavoro, la struttura di tale mercato non appare, ad oggi, sufficientemente pronta a rispondere alle esigenze delle donne. In primo luogo (Tab. 2.3), il tasso di disoccupazione femminile era, alla fine del 2001, pari al 13%, contro il 9% della media U.E. (7,3% contro 6,6% gli stessi valori per i maschi).

Se poi si raffrontano le Fig. 2.2 e 2.3, si noterà come il mutamento di una componente del mercato del lavoro, quella della suddivisione per età della disoccupazione, abbia avuto riflessi negativi sulla popolazione femminile attiva. Infatti, fino all'inizio degli anni '90 la maggior parte della disoccupazione era concentrata nell'area giovanile della popolazione in età attiva. Nel corso degli anni '90 è sensibilmente aumentata l'importanza della disoccupazione nella fascia d'età compresa tra i 30 ed i 39 anni (con riflessi anche sulla fascia successiva), a vantaggio dell'area compresa tra i 15 ed i 24 anni. Tale fenomeno è stato più che proporzionale per la componente femminile: nel 2001, sul totale dei disoccupati, il 27,5% erano di età compresa tra i 30 ed i 39 anni: il 24,8% dei disoccupati maschi ed il 30% delle disoccupate femmine.

Nonostante quanto detto precedentemente sull'introduzione della flessibilità sul mercato del lavoro, è proprio l'insufficiente flessibilità la causa principale dell'elevata disoccupazione femminile nell'età compresa tra i 30 ed i 49 anni. Infatti, l'applicazione della flessibilità in Italia si è finora principalmente concentrata su due fenomeni: il lavoro a termine ed il part-time. E' stato dimostrato (1) che le esigenze delle donne nella fascia d'età considerata, vertendo principalmente sulle necessità connesse alla cura parentale, sono concentrate su tipologie di flessibilità finora quasi sconosciute o comunque poco utilizzate in Italia, quali il job-sharing, il time-sharing, la flessibilità degli orari in ingresso ed in uscita, ecc...

solo favorendo l'introduzione di questa tipologia di buone prassi sarà possibile, per il sistema produttivo, recuperare alla produttività una vasta fetta della componente più formata (per competenze dirette o trasversali) e quindi più preziosa della forza lavoro femminile.

 

Concludiamo la nostra breve analisi del mercato del lavoro in Italia con un accenno dovuto (visto l'argomento del presente lavoro) al rapporto tra titolo di studio e tasso di attività. Ancora una volta si impone a questo riguardo l'adozione di una prospettiva di genere. Infatti, mentre per l'uomo la decisione se continuare o meno il proprio percorso scolastico sottintende una scelta riguardante il destino lavorativo (inteso come traguardi da raggiungere), ma si da per scontata la sua permanenza sul mercato del lavoro, non è così per le donne: dopo i 30 anni di età sono presenti sul mercato del lavoro quasi l'80% delle donne laureate, i due terzi delle diplomate ed il 63,8% di quante hanno conseguito una qualifica professionale, mentre è sensibilmente meno attiva la componente meno qualificata della popolazione femminile (Tab. 2.5). 

Merita un cenno, inoltre, il rapporto tra lavoro atipico e livello di scolarizzazione. Infatti, se anche all'interno del lavoro atipico vi è una quota rilevante di soggetti con basso livello di scolarizzazione e di professionalità, il lavoro atipico interessa anche i soggetti più scolarizzati e professionalizzati (2). Tuttavia, tenendo conto di quanto già sostenuto sul lavoro atipico in Italia, per una donna con bassi livelli di scolarità spesso il lavoro atipico (più sovente inteso come precario) è una condizione subita in assenza di alternative; per una donna che vive il lavoro con la possibilità di una visione non solo strumentale, l'accettazione di un'attività meno tutelata puo essere, viceversa, una condizione accettata in virtù di uno scambio tra contenuti del lavoro, stabilità e visibilità sociale.

 

  Tab. 2.1: Forze di lavoro per condizione professionale e tasso di occupazione, disoccupazione e attività per sesso   
 (valori assoluti e valori percentuali)

 

anni

maschi femmine totale
occupati persone in cerca di occupazione totale forze di lavoro occupati persone in cerca di occupazione totale forze di lavoro occupati persone in cerca di occupazione totale forze di lavoro

valori assoluti (in migliaia)

1993 13.415 1.094 14.509 7.069 1.205 8.274 20.484 2.299 22.783
1994 13.156 1.234 14.390 6.998 1.274 8.272 20.154 2.508 22.662
1995 13.019 1.280 14.299 7.007 1.358 8.365 20.026 2.638 22.664
1996 13.003 1.286 14.289 7.122 1.367 8.489 20.125 2.653 22.778
1997 13.015 1.294 14.309 7.192 1.394 8.586 20.207 2.688 22.895
1998 13.090 1.313 14.403 7.345 1.431 8.777 20.435 2.745 23.180
1999 13.158 1.266 14.424 7.533 1.404 8.937 20.692 2.669 23.361
2000 13.316 1.179 14.495 7.764 1.316 9.080 21.080 2.495 23.575
2001 13.455 1.066 14.521 8.060 1.201 9.261 21.514 2.267 23.781

anni

maschi femmine totale
tasso di occupaz.(a) tasso di disocc. tasso di attività(a) tasso di occupaz.(a) tasso di disocc. tasso di attività(a) tasso di occupaz.(a) tasso di disocc. tasso di attività(a)
1993 68.2 7.5 73.8 35.8 14.6 41.9 51.9 10.1 57.8
1994 66.7 8.6 73.1 35.4 15.4 41.9 51.0 11.1 57.4
1995 65.9 9.0 72.5 35.4 16.2 42.3 50.6 11.6 57.4
1996 65.9 9.0 72.5 36.0 16.1 43.0 50.9 11.6 57.7
1997 65.8 9.0 72.4 36.4 16.2 43.5 51.0 11.7 57.9
1998 66.2 9.1 72.9 37.3 16.3 44.6 51.7 11.8 58.7
1999 66.7 8.8 73.2 38.3 15.7 45.5 52.5 11.4 59.3
2000 67.5 8.1 73.6 39.6 14.5 46.3 53.5 10.6 59.9
2001 68.1 7.3 73.6 41.1 13.0 47.3 54.6 9.5 60.4

(a) I tassi di occupazione e di attività sono riferiti alla popolazione tra i 15 e i 64 anni di età

Fonte: ISTAT

 

 

 

Tab. 2.2: Tasso di occupazione per ripartizione geografica, sesso e classe di età - Anni 1997 e 2001
(valori percentuali) 

 

SESSO

Italia  

Nord-Ovest

Nord-Est  

Centro  

Mezzogiorno  

CLASSI DI ETÀ

1997

2001

1997

2001

1997

2001

1997

2001

1997

2001

Totale

41,7

43,8

46,4

48,9

48,4

50,7

42,8

45,1

33,8

35,5

15-24

24,7

25,9

34,8

36,8

41,8

40,8

22,3

25,0

13,6

15,2

25-34

63,1

66,2

77,1

80,1

79,1

81,9

63,9

68,6

43,9

46,5

35-54

67,1

70,7

71,2

76,7

72,8

78,3

71,1

74,2

58,6

59,9

55-64

28,0

28,0

23,2

23,2

26,0

26,3

32,0

30,9

30,9

31,4

65 e più

3,8

3,3

3,9

3,2

4,0

4,0

4,1

3,4

3,3

3,0

Maschi

55,8

56,9

59,6

60,6

61,1

62,2

56,3

57,1

49,8

51,2

15-24

29,0

29,5

39,0

39,6

45,6

44,6

26,1

27,0

18,2

19,9

25-34

77,0

78,5

86,9

88,4

88,5

89,1

77,1

79,9

63,4

64,5

35-54

87,6

89,2

89,5

92,3

89,9

92,7

90,5

90,4

83,3

83,9

55-64

42,1

40,4

34,6

32,3

37,9

36,7

46,8

43,8

48,7

48,2

65 e più

6,7

6,0

7,1

5,8

7,4

7,2

7,0

6,0

5,7

5,3

Femmine

28,6

31,7

34,3

38,0

36,7

40,1

30,3

34,1

18,9

20,9

15-24

20,3

22,1

30,2

33,8

38,0

36,9

18,4

22,9

8,8

10,5

25-34

48,9

53,7

66,8

71,4

69,5

74,4

50,5

57,3

24,7

28,6

35-54

46,8

52,3

52,8

60,8

55,3

63,4

52,1

58,2

34,3

36,4

55-64

14,8

16,2

12,6

14,6

14,9

16,4

18,3

18,9

14,7

15,9

65 e più

1,8

1,5

1,9

1,5

1,7

1,8

2,0

1,5

1,6

1,3

Fonte: ISTAT

 

 

 

Tab. 2.3: Tasso di disoccupazione per ripartizione geografica, sesso e classe di età - Anni 1997 e 2001
(valori percentuali)

 

SESSO

Italia  

Nord-Ovest

Nord-Est  

Centro  

Mezzogiorno  

CLASSI DI ETÀ

1997

2001

1997

2001

1997

2001

1997

2001

1997

2001

Totale

11,7 9,5 7,0 4,3 5,4 3,6 9,8 7,4 21,3 19,3

15-24

34,0 28,2 21,7 12,6 13,8 9,3 33,1 24,2 56,3 50,8

25-34

14,7 12,5 7,3 5,0 6,0 4,3 14,1 10,6 28,6 26,8

35-54

5,8 5,3 3,7 2,7 3,4 2,3 4,1 4,0 10,3 10,5

55-64

4,4 4,3 3,4 2,7 3,1 2,5 3,3 3,1 6,5 7,1

65 e più

3,9 2,2 3,7 1,8 2,5 1,0 4,6 2,8 5,6 3,0

Maschi

9,0 7,3 4,5 2,9 3,3 2,3 6,9 5,4 17,1 14,8

15-24

29,6 25,0 16,7 11,1 9,7 7,2 26,4 21,3 50,6 44,2

25-34

11,7 9,8 5,1 3,5 3,7 2,9 10,4 7,6 22,8 20,5

35-54

4,1 3,7 2,0 1,5 1,8 1,2 2,5 2,8 8,0 7,6

55-64